Storia e tutela
La Riserva fu istituita per proteggere l’ambiente naturale creatosi dopo la costruzione della diga di Nazzano, che aveva modificato il corso del fiume. Da allora è diventata un modello di gestione ambientale e un luogo di studio per ricercatori, naturalisti e scuole.
La Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa è Ente Gestore di diverse aree della Rete Natura 2000, oltre a quella su cui insiste direttamente:
- ZSC e ZPS Riserva Naturale Tevere Farfa Codice: IT6030012
- ZSC e ZPS Fiume Farfa, corso medio-alto Codice: IT6020018
- ZSC e ZPS Monte degli Elci e Monte Grottone Codice: IT6020019
- ZSC Monte Soratte Codice: IT6030014
Ogni attività – dall’educazione ambientale alla ricerca scientifica – contribuisce alla tutela e alla conoscenza di questo straordinario ecosistema.
Visitare la Riserva significa entrare in un luogo dove i sentieri, i punti panoramici e le aree attrezzate offrono esperienze per tutti: escursionisti, fotografi, famiglie e studenti.
È un invito a osservare, ascoltare e riscoprire il ritmo naturale del Tevere.

1944
Foto aerea dell’area della Riserva nel periodo antecedente la costruzione della diga di Nazzano, si può osservare come ancora non era presente la vasta zona umida, gli isolotti non erano ancora formati e i detriti trasportati dal Farfa venivano depositati a ventaglio alla sua foce.

1980
La Riserva era stata istituita da appena un anno (1979), la diga di Nazzano costruita negli anni 55’, ha favorito la formazione della zona umida e degli isolotti che risultano ben visibili.

2008
L'effetto della costruzione della diga di Nazzano è ormai evidente, la formazione di una zona umida con acqua molto bassa e degli isolotti è ben visibile anche dallo strato di piante acquatiche antistanti gli isolotti, che rispetto ai decenni passati stanno diventando sempre più grandi grazie al materiale depositato dal Farfa.
